Prestiti e mutui: quali sono i nuovi tassi soglia 2015

Come certamente saprete, a cadenza trimestrale, vengono pubblicati i nuovi tassi soglia 2015 validi per capire quali sono i costi ammissibili da sostenere quando facciamo un prestito o un mutuo.

Invero, molte sono state le critiche effettuate, in relazione a tale concetto ed alla sua effettiva utilità pratica. Ci interessa, per quanto ci riguarda, cercare di dare un’informazione il più possibile neutrale e corretta.

Quindi, presenteremo i tassi soglia e solo dopo daremo uno sguardo alle critiche ed al loro effettivo fondamento.

La tabella dei tassi soglia antiusura

La tabella dei tassi soglia antiusura pubblicata tiene conto di alcuni dati fondamentali e tra di essi dobbiamo per ordine citare:

  • il tasso medio effettivo globale. E’ il tasso che è stato riscontrato mediamente sul mercato, quindi non quello più basso, non quello più alto. In base alle recenti normative, deve essere globale, nonché tenere conto di tutti gli eventuali costi connessi al finanziamento
  • il tasso soglia su base annua. Tutti i tassi sono espressi su base annua (questo è un dettaglio importantissimo da non trascurare, dato che all’occhio è capitato che alcuni tassi di mutui espressi su base semestrale fossero sembrati più competitivi di quelli di mercato, senza poi andare ad approfondire l’unità di misura nella quale era denominato il tasso in contratto. Un banale trucco che è ancora adottato in alcune promozioni, eppure la disattenzione è del consumatore). Il tasso soglia esprime effettivamente il massimo dei tassi ammissibili dal mercato.

Qui, di seguito potete dare uno sguardo generale sui nuovi tassi, per tipologia di prestito o mutuo e fetta di importo. Cercheremo di capire, alla luce delle situazioni precedenti, se vi sono stati o meno dei cambiamenti, in positivo o in negativo.

Effettivamente, i tassi soglia sono stati visti lievemente al ribasso se si comparano con quelli validi per il periodo Ottobre-Dicembre 2014. Ecco alcuni esempi che vi possono far capire le differenze, anche di soli pochi punti percentuali:

  • Il mutuo a tasso variabile non potrà essere sottoposto al mercato ad un tasso annuo superiore all’8,33% ( in precedenza, era l’8,57%)
  • Il mutuo a tasso fisso non potrà avere un tasso superiore al 9,62% (Vs 10,06% precedente.

E così anche per i prestiti personali, i tassi soglia sono stati aggiustati al ribasso. Unica voce della tabella che non ha subito modifiche è rappresentata dalle aperture di credito in conto corrente fino a 5.000 euro.

I costi di mediazione creditizia, quella voce ancora non conosciuta

Le riforme del credito e del mercato hanno introdotto nuove regole tassative, separando l’attività dell’intermediario finanziario da quella del mediatore creditizio. Quest’ultimo non può agire in proprio nel campo del credito e svolge un’importante funzione di “scarico” del rischio da parte dell’intermediario finanziario diretto.

E’ praticamente un collaboratore che, a differenza dell’agente, può agire per conto di più banche e finanziarie, ed assiste presumibilmente le situazioni più complicate (gli intermediari finanziari diretti, pur di assicurare un mercato “difficile” anche ai mediatori creditizi hanno loro riservato alcune operazioni, in via esclusiva come quelle dei prestiti cambializzati, introvabili presso gli intermediari finanziari diretti) nella ricerca del finanziamento. Ma quanto guadagna il mediatore creditizio?

In termini percentuali sull’importo del finanziamento, o almeno così la prassi di settore ha voluto sino a questo momento. La banca d’Italia, visto che i mediatori finanziari non sono poi così tanti ha accettato tale situazione di fatto, seppure non è di certo poco proibitiva per finanziamenti elevati. Quanto più si chiede in prestito, tanto più aumenta il compenso del mediatore. Ecco la tabella delle commissioni aggiornate anche per il mediatore creditizio:

Dovete fare la dovuta attenzione, qui dato che nulla è variato ed i dati di osservazione continuano a risalire all’anno scorso, seppure non totalmente incoraggiati. Per i finanziamenti alle famiglie, sono stati osservati, ad esempio, compensi percentuali nell’ordine del 6% del capitale finanziato, il che non è poco. Tali compensi possono portare:

  • ad una maggiorazione del tasso che deve essere specificata chiaramente in contratto
  • a costi ulteriori da sostenere separatamente dagli interessi. E tali costi dovrebbero essere comunque inclusi nel Taeg.

Chiaramente, ogni mediatore creditizio cerca di svolgere il servizio al meglio offrendo opportunità che il mercato da solo non è in grado di offrire.

Quali sono le critiche avanzate ai Tassi Soglia

I tassi soglia, in realtà, derivano dai tassi mediamente osservati, sulla base di una mera formula meccanica.

Ciò non soddisfa del tutto chi si accanisce contro i tassi soglia perché è come se le istituzioni non si proponessero di “plasmare” l’onerosità effettiva di un finanziamento ex-ante, ma intervenissero solo quando l’opera è già compiuta, ovvero ex-post.

Nulla tange, quindi, la tabella dei tassi soglia alla libertà ed alla discrezionalità degli operatori che il mercato lo fanno prima, determinando “a tavolino” quelli che saranno i nuovi tassi soglia.

Sarebbe meglio, secondo questa corrente di pensiero, che non si osservi ciò che il mercato fa, ma lo si diriga imponendo, discrezionalmente, i nuovi tassi da rispettare. Tra l’altro, tale visione sembra leggermente utopistica, dal momento in cui chi calcola i tassi soglia è un operatore esterno alla realtà di mercato di ogni intermediario che certamente deve includere nei tassi di mercato, i costi da sostenere per il credito (il famoso spread per i mutui). E di questo, non possiamo esserne a conoscenza prima.

Allora, meglio seguire il mercato per non fare troppi danni, dato che viviamo di realtà aziendali, e non più “pianificate”, da un certo punto di vista.O almeno abbiamo dato un’idea di quelle che sono le aspre polemiche pro e contro i tassi soglia.

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